Il parapendio fece la sua apparizione sulla scena del volo nella metà degli settanta , quando alcuni alpinisti svizzeri cominciarono ad utilizzarlo per discendere le vette dopo averne conquistato la cima. Questi esperimenti , per quanto suggestivi e di forte impatto spettacolare, rimasero fatti isolati fino a quando, nel 1978, i paracadutisti dell’ Alta Savoia, decisero di utilizzare il paracadute a cassoni per il decollo a piedi da pendio, nel tentativo di affrancare una volta per tutte i loro lanci dall’uso dell’aeroplano. I primi a effettuare questo genere di decollo furono Claude Bétemps e Gérard Bosson che, nel giugno, Mieussy, si lanciarono sfruttando le forti correnti ascensionali della falesia. In occasione di un raduno mondiale di paracadutismo, questa pratica uscì dai confini della Svizzera e della Francia e si diffuse in tutto il mondo. Le riviste specializzate di paracadutismo cominciarono a parlare di una nuova disciplina: il “paraplano”. Nel marzo 1980, su un’ importante testata francese del settore , apparve un articolo in cui si trattava della stretta correlazione tra questo tipo di macchina volante e il deltaplano e si invitavano i paracadutisti a farne uso solo a patto di avere alle spalle un’elevata esperienza di lanci.